Parola e Vita Junior · Tempo Ordinario · Luca
Il fariseo e il pubblicano pregano nel Tempio
Luca 18,9-14
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Guida catechista
Obiettivo dell'incontro
Aiutare i bambini a scoprire che la preghiera vera nasce dalla sincerità e dall'umiltà, non dal vantarsi davanti a Dio.
Concetti da trasmettere
La preghiera sincera e umile è gradita a Dio; il confronto con gli altri non è il criterio della preghiera; Dio guarda il cuore.
Nota teologica
Gesù non condanna le buone opere del fariseo, ma il modo in cui le usa per sentirsi migliore degli altri davanti a Dio: la preghiera del pubblicano, povera di parole ma vera, è quella che Dio accoglie.
Errori da evitare
Non presentare il fariseo come un personaggio semplicemente 'cattivo': il punto è l'atteggiamento del cuore nella preghiera, un rischio possibile per chiunque, non un'etichetta su una categoria di persone.
Riferimenti CCC
2559, 2613
Durata suggerita
30 minuti
La storia, scena per scena
Gesù racconta la parabola di due uomini che salgono al Tempio per pregare: un fariseo e un pubblicano.
Il fariseo prega in piedi, elencando con orgoglio le sue buone azioni e guardando dall'alto in basso il pubblicano.
Il pubblicano resta in fondo, non osa nemmeno alzare gli occhi al cielo, e si batte il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore».
Gesù spiega che è il pubblicano, e non il fariseo, a tornare a casa in pace con Dio.
Conclude: «Chi si esalta sarà umiliato, chi si umilia sarà esaltato».
Frase da ricordare
«O Dio, abbi pietà di me peccatore» (Luca 18,13)
Domanda?
Quando preghi, ti viene più facile parlare a Dio con semplicità o mostrargli quanto sei bravo?
♡ Preghiera
Signore, insegnami a pregarti con il cuore semplice e sincero del pubblicano.